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Cesena

Al centro della Romagna, tra il mare Adriatico e l'Appennino, sorge Cesena, importante meta d'arte.
Fondata dagli Etruschi, Cesena fu un centro attivo in età romana, come testimonia la complessa opera di centuriazione con perfetto intreccio ortogonale e preciso orientamento nord-sud, a tutt’oggi conservata integra nel versante nordorientale del territorio cittadino. In questa zona è stato tracciato un percorso ad anello di circa trenta chilometri (in completa pianura, attraverso la campagna e piccole pievi) che lambisce 42 “Quadre” romane: pannelli stradali didattici, numerati in progressione, sono distribuiti nei centri delle dodici frazioni cittadine.

Oggi Cesena, polo uiversitario dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, offre ricche opportunità in termini di sport, cultura e intrattenimento.


DA NON PERDERE:

- La Biblioteca Malatestiana, riconosciuta dall'Unesco "Memoria del Mondo" per il valore architettonico e per i codici ivi conservati.
- la Rocca Malatestiana, fra le più belle e imponenti della Romagna, e il Parco della Rimembranaza.
- in Piazza del Popolo si trovano la Fontana Masini, tipico monumento manieristico (1591), e Palazzo Albornoz (1359), sede del Municipio, con la loggetta veneziana e il torrione del 1466, opera di Matteo Nuti, l'architetto che progettò la Biblioteca Malatestiana.
- l'Abbazia di Santa Maria del Monte, visibile da ogni parte della città e celebre per la collezione di ex voto fra le più ricche d'Europa.
- il Teatro Alessandro Bonci, vero gioiello neoclassico e noto per l'ottima acustica.
- fra le chiese di rilevante valore artistico vi sono la cattedrale di San Giovanni Battista (con la Cappella della Madonna del Popolo); la chiesa di Santa Maria del Suffragio, dove particolarmente ammirata è la pala dell'altare maggiore (Giaquinto di Molfetta, 1752) che rappresenta la Natività di Maria e san Manzio; la chiesa di San Domenico, uno degli edifici barocchi più imponenti e significativi di Cesena, dove si conserva una ricca raccolta di dipinti di notevole valore artistico e storico; chiesa e convento dei frati Capuccini: raggiungibile con una breve passeggiata oltrepassando l’antica Porta Montanara (vicino alla Rocca) e percorrendo per qualche centinaio di metri via Garampa, conserva la splendida tela del Guercino raffigurante "San Francesco che riceve le stigmate"
- Villa Silvia: in una splendida posizione sulle colline, a pochi chilometri da Cesena, e circondata da un ampio parco; è sede del Museo Musicalia che accoglie una collezione di strumenti musicali in un viaggio nel tempo di oltre cinquecento anni.


PRODOTTI TIPICI:

- Piadina Romagnola ("pida" in dialetto): una sorta di disco di pane che si gusta preferibilmente accompagnata nei caratteristici chioschi sparsi nella città

- Il rinomatissimo vino, dal "rosso" Sangiovese ai "bianchi" Albana e Trebbiano

EVENTI:

- Festa di San Giovanni: ogni anno nei giorni e nelle notti che ruotano attorno al 24 giugno la città si riempie dell'allegria e della vivacità di questa festa che celebra il patrono della città con spettacoli, musica, mercati ambulanti, giostre e cibo in strada

- Festival del cibo in strada: biennale (anno pari), si tratta di un connubio fra culture di cibo di strada locale e internazionale, proveniente da tutte le parti del mondo 
- Mercato ambulante: si svolge ogni settimana nelle mattine di mercoledì e sabato




Rocca Malatestiana...

Al centro della città di Cesena, la Rocca Malatestiana è una delle più belle e imponenti rocche della Romagna. Posta sulla sommità del colle Garampo, è circondata dal Parco della Rimembranza. L'edificazione del fortilizio che si può oggi ammirare iniziò con Galeotto Malatesta, dopo la distruzione della città ad opera dei mercenari Brettoni (1378). La costruzione proseguì per volontà dei suoi successori e fu ultimata nel secolo successivo durante il dominio pontificio.


PECULIARITA':

I torrioni sono congiunti da una serie di camminamenti che offrono uno splendido panorama fino al mare. I camminamenti servivano ai soldati di guarnigione per raggiungere qualsiasi punto della fortezza fino al Palazzo Comunale. La corte interna comprende la Torre Maestra o Maschio e il Palatium o Femmina.

DA NON PERDERE:

Il fortilizio accoglie al suo interno il Museo di Storia dell'Agricoltura che offre ai visitatori un panorama della tradizione rurale romagnola e un'esposizione di armature da giostra.

CURIOSITA':

La Rocca faceva parte di un complesso sistema di difesa della città congiunto alla cinta muraria che ancora oggi circonda quasi per intero il centro storico.




Biblioteca...

La Biblioteca Malatestiana, nel 2005 dichiarata dall'UNESCO "Memoria del Mondo", fu donata alla città di Cesena da Malatesta Novello. Fu edificata su un edificio del convento di San Francesco e fu sempre biblioteca civica. L'Aula Nuti, dal nome dell'architetto che la progettò, fu inaugurata nel 1452 e conserva un patrimonio di 340 manoscritti, talora miniati, ancora fissati ai banchi di lettura dalle originali catenelle dell'epoca. La funzionalità di questa grande aula a tre navate è rivelata dalle finestre di tipo veneziano disposte per dare luce ai “plutei”. La struttura, l'intonaco, la pavimentazione, gli arredamenti e i codici si presentano a noi, oggi, come ai visitatori di cinque secoli fa.


PECULIARITA':

L'Aula Nuti è l'esempio unico al mondo di biblioteca umanistica del Rinascimento, perfettamente conservata nell'edificio, negli arredi e nella dotazione libraria dalla metà del secolo XV, appena prima dell'avvento della stampa in Europa.

Sul timpano del portale ligneo che precede l'ingresso all'Aula Nuti campeggia l'elefante, emblema dei Malatesta, con il motto "Elephas indus culicines non timet" (l'elefante indiano non teme le zanzare), mentre ai lati dell'architrave e sui capitelli delle lesene è raffigurata l'araldica dei Malatesta. Del tutto innovativa è la pianta a tre navate, con copertura a volte: a botte quella centrale e a crociera quelle laterali, un poco più larghe e basse. Anche il colore riveste un ruolo preciso: il bianco delle colonne mediane, il rosso del pavimento e delle semicolonne e l verde dell'intonaco, rimandano ai colori degli stemmi malatestiani.

DA NON PERDERE:

Di fronte all'Aula Nuti si trova la Biblioteca Piana che comprende fra i codici più preziosi un Evangeliario datato 1104; un manoscritto giuridico del secolo XIII; un messale romano degli inizi del ‘400 con una splendida crocifissione miniata. Tra gi incunaboli si ricorda un esemplare della Cosmographia di Tolomeo di fine ‘400, con tavole colorate i cui disegni sono stati attribuiti a Taddeo Crivelli. Di notevole importanza sono i Corali del Cardinale Bessarione, realizzati tra il 1450 e il 1495, e i Corali della Cattedrale, realizzati tra il 1480 e il 1495.


CURIOSITA':

Nella Biblioteca Piana sono conservati una serie di volumi a stampa di piccolo formato tra i quali il libro più piccolo del mondo leggibile senza lente: stampato dai fratelli Salmin di Padova nel 1897, misura mm 15x9 cm e contiene una lettera di Galileo Galilei a Cristina di Lorena.

Villa Silvia-Carducci...

Sulle colline romagnole, a pochi chilometri da Cesena e circondata da un ampio parco, Villa Silvia deve il suo nome alla contessa Silvia Baroni che sposò, nel 1874, il conte Giuseppe Pasolini di Faenza. La contessa fece della villa una delle sue residenze estive e luogo di incontro dei più famosi musicisti, intellettuali e scrittori del suo tempo, come il poeta Giosuè Carducci. Il legame fra la contessa e il poeta fu così forte che Carducci trascorse qui i suoi ultimi giorni. E' ancora visibile all'interno della villa la camera che ospitò il poeta, rimasta intatta dall'epoca e perfettamente conservata negli arredi e oggetti.

DA NON PERDERE:

Villa Silvia è oggi sede dell’AMMI (Associazione Musica Meccanica Italiana) che vi ha allestito il museo Musicalia, un’originale esposizione di strumenti che documentano la lunga storia del riprodurre e diffondere musica attraverso i più svariati, complessi e fantasiosi meccanismi. Un viaggio culturale di oltre cinquecento anni attraverso sette sale, sette diverse emozioni per narrare la nascita, lo sviluppo e il tramonto della musica meccanica, un viaggio sulle orme lasciate dagli antichi strumenti nei vicoli, nelle strade, nelle piazze, nelle dimore in cui abitarono.

Abbazia di Santa Maria...

L’ Abbazia di Santa Maria del Monte domina Cesena. Gli storici fanno risalire la nascita del primo nucleo del complesso tra il 1001 e il 1027. Nella basilica benedettina sono conservati prestigiosi affreschi e opere d’arte, nonché la celebre collezione di Ex Voto, tavolette dipinte in memoria delle grazie ricevute dalla Madonna del Monte e che offrono uno spaccato della società cesenate dal secolo XV fino ai giorni nostri.
Entrando nella basilica colpisce l’originalità della costruzione a due piani congiunti da uno scalone centrale. La navata centrale, più bassa rispetto al presbiterio, è composta da un vano centrale contornato da sette cappelle. In alto una fascia decorativa rappresenta la vita della Madonna. La parte superiore della chiesa si presenta come un grande vano a croce greca, sormontato da una cupola e circondato da un deambulatorio che si allarga in fondo per far posto al presbiterio, dove è situato il coro dei monaci e la statua della Madonna.


PECULIARITA':

L’ immagine della Madonna è realizzata in legno e stucco dipinto, modellato presumibilmente nel secolo XIII. Il Bambino, di diversa fattura e in posizione sbilanciata, rivela che è stato aggiunto in epoca successiva. Un ampio velo color avorio scende dal capo su tutta la figura della Madonna e su di esso sono dipinti fiori, motivi geometrici e lettere che formano le parole iniziali dell’inno Ave Maria Stella. Sul capo vi è la corona che posò Pio VII nel 1814 di ritorno dall’esilio di Fontainebleau.

Il coro è tra le più pregevoli e complesse opere d’arte della basilica: composto di dodici stalli superiori e sette inferiori, divisi da braccioli scolpiti con figure grottesche, presenta nella parte superiore una teoria di figure simboliche.
Dal Medioevo sino ai nostri giorni l’abbazia accoglie una collezione di Ex Voto, tavolette votive che commemorano le grazie ricevute dalla Madonna del Monte: sono comprese le tavolette più antiche d’Europa.

DA NON PERDERE:

La basilica annovera numerose opere d'arte fra le quali spiccano le quattordici scene della "Vita della Vergine" di Girolamo Longhi (1559); l'Assunzione, l'Incoronazione e otto scene della vita della Madonna di Giuseppe Milani (1772-1774); "Incoronazione della Vergine Maria" di Giovanbattista Razzani 1640; "Presentazione al Tempio" di Francesco Menzocchi (1534); "Madonna e santi" di Gaspare Sacchi (1536); "Annunciazione " di Bartolomeo Coda (1543); "Presentazione al Tempio" di Francesco Raibolini detto il Francia (1517); il coro, intagliato e intarsiato da Giuseppe Scalvini (1560-'62).


CURIOSITA':

Attorno alla chiesa vi sono due chiostri: il chiostro piccolo, riservato all'accoglienza, circondato da un elegante portico quattrocentesco sostenuto da colonnine diversficate nei capitelli: su di uno è scolpito CURRITE CESENATES GENTES AD MATREM (correte Cesenati alla Madre).
Il chiostro grande è riservato ai monaci e al centro vi è un artistico pozzale sistemato sulla cisterna del 1561, probabilmente disegnata da Leonardo da Vinci.

Montiano

Tra il colle e il piano (per fare rima) c’è Montiano. Certamente d’origine antica, sono stati trovati nei campi attorno resti romani (tegole, cocci, parte di una piccola statua).
La sua storia comincia ad avere un’identità più precisa attorno all’anno Mille, quando si hanno le prime notizie del Castello Malatestiano. Montiano è in una posizione estremamente panoramica, davanti a sé ha la riviera che va dai lidi ravennati alla rupe di Gabicce. 
Sita fra il torrente Rubicone e il torrente Rigossa, ha una sola frazione (Montenovo) e due caseggiati: Badia e Case Francisconi.
E’ uno tra i comuni più piccoli della Romagna con poco più di nove chilometri quadrati di superficie; ha 1700 abitanti.

PECULIARITA’:

In cronache Malatestiane è definito “il più bel colle di Romagna”, un vasto giardino, coltivato con grande cura.
La peculiarità di Montiano è proprio questa: un territorio di straordinaria bellezza, coltivato come un grande giardino. La storia di Montiano è quella di un territorio trasformato sapientemente, nel corso dei secoli, dalle mani dell’uomo. Montiano è un’arca di frutti profumati: ciliegie, pesche, albicocche, fragole, prugne. Il sangiovese che qui si produce è considerato tra i più gradevoli di Romagna!

DA NON PERDERE:

Da visitare il borgo di Montenovo, con la piccola chiesa dedicata all’Annunciazione di Maria; poi il centro storico di Montiano col bel terrazzo panoramico posto sulla Rocca.
Da non perdere il Centro Culturale San Francesco, ex convento del Santissimo crocifisso, con preziose opere d’arte tra le quali un’Annunciazione del Centino.

CURIOSITA’:

Malgrado la sua piccolezza Montiano ha tra le pieghe della sua storia tante storie, aneddoti e leggende.
Una è riferita al passaggio del Passatore e della sua banda in fuga da Longiano. Il nostro brigante più famoso decide di rapinare la casa della famiglia Gasperoni, sulle rive del Rubicone in località Montenovo. Queste erano persone ricche, col soprannome “arcanzal”, considerati i banchieri del Rubicone.
Nel corso di questa rapina un “arcanzal” viene ucciso. Da quel periodo, la leggenda vuole che nei pressi della casa  in alcune notti si sposti una luce, appunto il famoso “lumein ad arcanzal”.
Da non dimenticare la figura straordinaria di Clementina Mandolesi (1841 – 1919), serva analfabeta che , mentre lavorava a Cesena, è testimone di un delitto politico e, a rischio della vita, con raro coraggio testimonia contro gli assassini.
Per ultima la curiosa vicenda di “Frate scarpone” che dal convento francescano veniva chiamato  presso il castello malatestiano per scacciare i fantasmi che lo infestavano.

EVENTI:

- Festa al maiale, gennaio
- Rassegna di Bande Nazionali, ultimo weekend di giugno
- Montiano In Vita, seconda domenica di settembre

Mercato Saraceno

Lasciata Cesena e la pianura ci si addentra nell'Appennino tosco-romagnolo dove Mercato Saraceno offre un'occasione d'immersione in ambienti naturali di grande fascino. Posto nella vallata del fiume Savio, il territorio comunale comprende antichi e caratteristici borghi.
Il centro storico, costruito su un antico insediamento del secolo XII, sorge sulla sponda sinistra del fiume Savio ed è molto suggestivo e ben conservato. Il cuore del paese è piazza Mazzini, su cui si affacciano il Palazzo Comunale e la Chiesa di Santa Maria Nuova.
Una piacevole passeggiata nel centro consentirà di scoprire l’antico mulino che, sfruttando la forza dell’acqua, permise alla piccola cittadina di diventare il primo Comune della zona a godere della pubblica illuminazione. 


PECULIARITA':

- l’antico borgo e piazza Mazzini dove, in una posizione sopraelevata, si trova la c
hiesa di Santa Maria Nuova, fondata nel secolo XIV dall’ordine di Sant’Agostino.
- a destra del fiume Savio, di fronte ai resti del vecchio mulino, si trova la chiesa della Madonna del Ponte Vecchio, costruita nel 1557: di forma ottagonale, è dedicata alla presentazione della Vergine. L'immagine della Madonna del Ponte è molto venerata e a essa si attribuiscono numerosi miracoli, come dimostrano gli ex voto conservati all'interno.
- Palazzo Dolcini, costruito come Casa del Fascio e realizzato secondo gli schemi architettonici dello stile Liberty, presenta decorazioni con cromatismi tenui e delicati. Questa caratteristica ne fa un esempio con pochi riscontri in Italia.
- Lungo viale Roma (strada principale del centro urbano e così denominato da una circolare del Duce del 27 luglio 1931) sorge la vicina frazione di San Damiano dove si trova la pieve dei Santissimi Cosma e Damiano. Esistente già in epoca romana, la pieve è un bellissimo esempio di chiesa altomedievale: un graffito inciso su un mattone all'esterno della chiesa testimonia infatti che l'edificio attuale esisteva già nel 1077.
- Appena lasciato Mercato Saraceno, nella frazione di Monte Castello spicca la piazza della Libertà, dove si trova la chiesa di San Lorenzo Martire, il cui campanile è tutt’ora uno dei più ammirati della valle del Savio.
- Percorrendo una bellissima strada panoramica, a otto chilometri dal centro di Mercato Saraceno, a Montesorbo, sorge uno dei più importanti monumenti religiosi della zona, la pieve di Santa Maria Annunziata, mirabile esempio di chiesa romanica a croce greca. Edificata nel secolo VIII, è riconosciuta per antichità e bellezza dalla Soprintendenza del territorio. Collocata su un poggio che domina sereno e solitario, l'area lascia respirare un'aria di grande intensità e raccoglimento.

DA NON PERDERE:

- Pieve dei Santissimi Cosma e Damiano (San Damiano): la pala d'altare di Bernardino Guarini (1601) che raffigura la Madonna con il Bambino e i santi Giovanni Battista e Antonio abate; gli affreschi del presbiterio, del soffitto e della navata centrale, nonché la pala dell’altare maggiore raffigurante il martirio dei Santi Cosma e Damiano, attribuiti al pittore settecentesco Michele Valbonesi.

- Pieve di Santa Maria Annunziata (Montesorbo): l'edificio è abbellito da colonne romane di marmo cipollino, da capitelli corinzi e da un vasto materiale scultoreo paleocristiano e medioevale fra cui spiccano le lastre di un ciborio databile ai secoli VIII-IX.

CURIOSITA':

Mercato Saraceno
è ricordato da tempi remoti come luogo di mercati. In un documento del 1223 si ricorda che sul Forum Saraceni era concesso ogni diritto di passaggio al vescovo di Sarsina e si testimonia che il Forum era di proprietà di Saraceno, figlio di Alberico degli Onesti, antica e potente famiglia di Ravenna, ricordata anche da Dante nella Commedia. E' così svelato il mistero del nome: Mercato (lat. forum) di Saraceno.


PRODOTTI TIPICI:

- Azienda Vinicola F.lli Bartolini: la Cantina è una delle più antiche della Romagna; l’azienda si avvale di moderne tecniche di vinificazione e imbottigliamento e ha implementato le varietà di vini autoctone con quelle che hanno cambiato il gusto del mercato internazionale, come il Cabernet Sauvignon, il Syrah, l’Alicante e lo Chardonnay.

- Cantina Braschi: grazie alla professionalità e all'impegno profusi in oltre settant’anni di esperienza, l’Azienda Vinicola Braschi ha ottenuto importanti riconoscimenti a livello internazionale e offre ai mercati più esigenti vini eleganti e moderni mantenendo un rigoroso rispetto per la tradizione.
- Tenuta Casali: in un locale interrato, appositamente adibito per l'invecchiamento, i vini migliori rimangono ad affinarsi in barriques e tonneaux di rovere pregiato, acquisendo quegli aromi di pregio che soddisfano i palati più esigenti. Le varietà principali sono il Sangiovese, insieme a Cabernet Sauvignon, Trebbiano e altri Autoctoni bianchi.
- Tenuta Santa Lucia Vinery: i vigneti sono coltivati secondo le metodologie dell'agricoltura biologica, con impianti coltivati a spalliera e potatura a Guyot. Inoltre, risultati sorprendenti sono stati raggiunti tenendo conto delle fasi lunari (sia in campagna che in cantina), mettendo in pratica la filosofia della Biodinamica.
- Il Pagliaio: i terreni, a circa 400 m di altezza, sono esposti a sud e ben ventilati, ricchi di pietre e argilla in grado di conferire particolari note aromatiche ai vini. Concimati con letame di asino, regalano un ottimo Sangiovese Klon VCR 5, lo stesso vitigno usato per la produzione del “Brunello” di Montalcino.

EVENTI:

Notte Saracena
: 1°
 sabato di agosto, gruppi musicali, artisti di strada, stand gastronomici, spettacoli di danza e spazio bimbi: questi gli ingredienti per un cocktail fresco ed esplosivo di mezza estate.
Palio del Saraceno: 1° domenica di settembre, vede protagonisti i cavalieri che rappresentano gli otto "castelli" del comune, i quali si sfidano in un torneo di abilità a cavallo. Sfilano dame e cavalieri in costumi storici e nelle piazze del centro vengono ricostruiti momenti di vita medievale e rinascimentale.
Festeggiamenti 8 settembre: la festa patronale di santa Maria Nuova si tiene l’8 settembre e si sviluppa in uno o più giorni con serate di vario genere e spettacolo pirotecnico conclusivo.
Eventi Estivi: durante l’estate, svariati sono gli eventi che si svolgono sul territorio mercatese: Palcoscenici d’estate, Big Fish, La Magneda Cuntadena, Borgo Sonoro, Serate All’Arena di Bora, le gare di caratelle di Mercato Saraceno (Cariolando) e Linaro e infine le feste patronali delle numerose frazioni del comune.

Sarsina

Nel IV secolo a.C. popolazioni umbre fondarono il primo insediamento stabile su un piano dominante il fiume Savio, dove ancora oggi sorge Sarsina. Nel 266 a.C. il centro fu sottomesso dai Romani; divenne, quindi, civitas foederata e poi municipium. Verso il 250 a.C. vi nacque Tito Maccio Plauto, il più grande commediografo latino. Nel III/IV secolo Sarsina ebbe il suo primo vescovo, San Vicinio, poi divenuto patrono della città. Dalla Basilica si San Vicinio ha inizio il Cammino di San Vicinio, percorso ad anello di oltre 300 Km che abbraccia importanti luoghi di fede.

PECULIARITA':

- Basilica Cattedrale di Sarsina
- Museo di arte sacra all'interno della Basilica
- Museo Archeologico Nazionale
- Casa di Plauto, antica abitazione risalente all'epoca romana e tradizionalmente attribuita al grande    drammaturgo
- resti dell'antico Foro Romano
- reperti di antica domus
- resti dell'antico tempio votivo di Cesio Sabino
- Mausoleo di Obulacco
- Resti della cinta muraria romana

DA NON PERDERE:

- Parco delle Marmitte dei Giganti: sito all'uscita dell'abitato di Sarsina, in direzione Bagno di Romagna, è un particolare fenomeno di erosione fluviale unico in Romagna e raro in Italia.
- borgo di Calbano: con piccole case, piccole strade, gradini di pietra, una chiesetta e due torri di difesa. Al di sotto, in un alveo naturale degradante, è stata costruita l'Arena Plautina. Dotata di circa 1100 posti, presenta un'ottima acustica e una perfetta visibilità. In estate vi si svolge il Plautus Festival dove sono messe in scena rappresentazioni e che fa di Sarsina un importante centro della vita artistica peninsulare.

PRODOTTI TIPICI:

- Piadina, salumi e guscioni (sfoglia con un ripieno di zucca e patate o di erbette
- Salsiccia Matta
- Pagnotta Pasquale, dolce tipico di Sarsina e della media valle del Savio, come riconosciuto recentemente dall'autorità regionale

EVENTI:

- Festa Romana: secondo sabato di luglio, dedicata alla rievocazione della vita quotidiana e degli usi romani con scenografie, costumi e cibo a tema.
- Plautus Festival: in luglio e agosto, festival nazionale teatrale che comprende commedie di Tito Maccio Plauto.
- Festa di San Vicinio: 28 Agosto, festa del patrono con celebrazioni liturgiche, stand, spettacoli musicali e fuochi d'artificio.
- Biolago (Quarto di Sarsina): seconda domenica di settembre, sagra del biologico e dell'ecologia.
- Sagra della Castagna (Ranchio), seconda domenica di ottobre, stand enogastronomici, mercato di prodotti tipici e intrattenimenti.
- Sagra delle Castagne (Pieve di Rivoschio): terza domenica di ottobre, stand enogastronomici, mercato di prodotti tipici e intrattenimenti.

Basilica di San...

Eretta a Sarsina intorno all'anno Mille, la Basilica di San Vicinio assurge a santuario taumaturgico. All'interno è custodita la Catena di San Vicinio mediante la quale è impartita la Benedizione del santo che richiama a Sarsina decine di migliaia di pellegrini.

PECULIARITA':

Nel tabernacolo è custodita la taumaturgica Catena di San Vicinio, un collare di ferro snodato utilizzato sia per la preghiera di benedizione sia per la guarigione degli infermi sia per gli esorcismi.

DA NON PERDERE:
- l'anbrone nel presbiterio risalente al secolo XII con i simboli dei quattro evangelisti e il bassorilievo marmoreo posto ai piedi dell'altare
- la cappella di San Vicinio, con decorazioni del 1755 che chiude la navata destra
- la pala d'altare di San Vicinio, capolavoro di Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino (1550ca - 1620), principale pittore estense fra Cinquecento e Seicento. 

CURIOSITA':

Della vita di San Vicinio, primo vescovo di Sarsina, sappiamo pochissimo. "La vita sancti Vicinii Saxenatis episcopi", un testo agiografico di età medievale, è il solo documento che ci parla del santo. Originario della Liguria, giunse a Sarsina in tempo di persecuzioni; qui predicò il Vangelo, fu ordinato vescovo e svolse il ministero episcopale e, in particolare, liberava con la preghiera e con il digiuno gli infelici oppressi da influsso demoniaco. Dopo la sepoltura continuarono i miracoli per sua intercessione presso il suo sepolcro.

Museo Archeologico...

Nel Museo Archeologico Nazionale di Sarsina sono conservati reperti di età antica di grandissima rilevanza.

DA NON PERDERE:

- l'area sepolcrale di Caterina Severina che riporta un capitolo del suo testamento e il cippo di Marcana Vera (entrambi del II sec. d.C.) con inciso un suggestivo ed affettuoso carme sepolcrale 
- il Mausoleo a dado di Virginio Peto (I sec. a.C.), il più antico dei grandi monumenti funerari della necropoli di Pan Bezzo
- il Mausoleo a cuspide di Rufo (fine I sec. a.C.), splendido esempio di monumento funerario ad edicola
- il pavimento a mosaico detto del "Trionfo di Dioniso" (inizio III sec. d.C.) con tessere di pietra e pasta vitrea
- la statua di Attis (II sec. d.C.) che rapprenta una giovane divinità con il caratteristico berretto frigio
- la ricostruzione di un Triclinium (sala da pranzo) su un pavimento a mosaico originale, detto di "Ercole ebbro" (II sec. d.C.)

Parco Naturale delle...

Il Parco Naturale delle Marmitte dei Giganti, nell'immediata periferia di Sarsina, è un fenomeno geologico unico in Romagna e raro in Italia: infatti, le acque del Rio Crocetta e del Fosso Molinello hanno modellato l'arenaria in forme coniche e altre singolari figure.  

CURIOSITA’:

Per secoli la fantasia popolare ha visto in queste cavità circolari delle enormi marmitte in cui i giganti scaldavani i cibi.

San Piero in Bagno

Posto nell'ampio fondovalle lungo il fiume e sorto nel secolo XIV come "mercatale" ai piedi del castello di Corzano, San Piero in Bagno è divenuto luogo di commercio con la dominazione fiorentina. Con una passaggiata si apprezza il centro storico con i due ponti sei-settecenteschi e la minuta edilizia.


PECULIARITA':

- Oratorio di San Giovanni: pala a olio su tela rappresentante San Giovanni Battsta e la Trinità di Andrea Versari (1654).
- Chiesa di San Pietro in Vincoli: maestosa ed elegante, conserva opere di pregio: una tempera su tavola rappresentante la Madonna col Bambino e Santi; un Crocifisso in terracotta invetriata modellato tra il 1530 e il 1566 da Girolamo della Robbia; un Crocifisso di scuola fiorentina del '400 dipinto a tempera su tela.
- Palazzo Pesarini: costruito tra il 1780 e il 1790 è un significativo e ben conservato esempio di dimora signorile nell'alta valle del Savio per i secoli XVIII e XIX.

DA NON PERDERE:

- Lago dei Pontini: delizioso specchio d'acqua sulle pendici del Comero creato da una frana nel 1855; circondato da castagni e boschi, è luogo di relax, svago, pesca sportiva ed è dotato di aree pic-nick, punti ristoro con specialità locali, sentieri per trekking, mtb e cavallo, di un campo di gara per gli appassionati del tiro con l'arco.
- Lago Lungo: organizzato come il vicino Lago dei Pontini, fa parte di un comprensorio di laghetti ove la qualità di acque e ambiente consente lo sviluppo di pregiate specie ittiche (trote, carpe, tinche, lucci..) e permette in ogni stagione la pesca sportvia, la cui tecnica viene insegnata da esperti maestri.


Santuario della...

Posto sul colle di Corzano (678 slm), nel comune di Bagno di Romagna, il Santuario di Corzano è sorto nella metà dell'Ottocento per conservare e venerare un'immagine della "Madonna col Bambino" raffigurata in un affresco quattrocentesco all'interno di una chiesetta che si ergeva tra le rovine del castello abbandonato. Nel 1923 l'affresco fu staccato dal muro ove era posto e collocato in una teca in legno. Con il passare del tempo il culto della Signora di Corzano si affievolì. Tuttavia, secondo la tradizione, nel 1835 la Madonna di Corzano, invocata dal popolo, fece cessare i forti terremoti riconducendo a sè la devozione popolare. Fu allora edificato il santuario attorno alla primitiva chiesa che custodisce l'affresco ancora oggi oggetto di venerazione.

PECULIARITA':

Oggi il santuario di Corzano è un'oasi di serenità ove natura, fede e storia s'intrecciano facendone meta di pellegrinaggi, passeggiate ed escursioni.

DA NON PERDERE:

Affresco della Madonna col Bambino e Santa Caterina d'Alessandria.

Pesca Sportiva al Lago...

Acquapartita - Via Prov.le, 106/b

Lago attrezzato per pesca sportiva alla trota e alla carpa (carp-fishing).
La pesca alla trota si effettua con esche naturali escluso carva di mosca (bigattino) - esche artificiali al silicone.
Per Carp fishing c'è obbligo di rilascio.

Centro di Equitazione...

Ca' di Gianni - Via Ca' di Gianni, 159 . Il centro è attiguo alla Fattoria Ca' di Gianni, sulle pendici del monte Comero.
Posside splendidi cavalli ed istruttori qualificati sia per i primi contatti che per lunghe passeggiate.

PECULIARITA':

Unico maneggio nel territorio comunale, è dotato di una confortevole struttura per l'ospitalità dei cavalli: 31 box, 12 poste e 20 paddock. Il Centro ippico offre la possibilità di noleggio cavalli e di organizzare escursioni guidate nei dintorni fini dentro il Parco Nazionale.

Bagno di Romagna

Chi si addentra nel territorio di Bagno di Romagna si muove in grandi spazi e angoli intimi: la campagna domestica, boschi e laghetti, valli solitarie e solcate da torrenti, foreste d'una bellezza primitiva. Una parte del territorio concorre a formare il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, con due perle: la foresta della Lama e la riserva di Sassofratino, un santuario della natura premiato tre volte dal Consiglio d'Europa; il Fosso del Capanno, tutelato nell'area wilderness, la prima sorta in Italia.


PECULIARITA':

Le acque termali: si tratta della pioggia caduta 10.000 anni fa nella parte centrale dell'Appennino tosco-romagnolo. Le acque sono di due tipi: bicarbonato alcaline (indicate per la cura di disturbi quali artropatie croniche degenerative - artrosi, sciatalgie, periartriti, fibromialgie - malattie dell'apparato gastroenterico, insufficienze venose croniche, infiammazioni vaginali) e solfuree (indicate nei processi cronici delle vie respiratorie - tubercolosi esclusa- e per irrigazioni). I centri termali sono luogo di una vera e sana pausa di relax.

DA NON PERDERE:

- Basilica di Santa Maria Assunta: scrigno di opere dei più bei nomi del rinascimento fiorentino, la "Madonna col Bambino" del Maestro Sant'Ivo (1410), il trittico di Neri di Bicci "Madonna Assunta e Santi" (1468), la splendida terracotta policroma di "Sant'Agnese" modellata da Andrea Della Robbia (1490); conserva il fonte battesimale risalente al Mille.
- Palazzo del Capitano.

PRODOTTI TIPICI:

"Il Raviggiolo": presidio Slow Food e prodotto tipico dell'alto Appennino tosco-romagnolo, è un sublime e semplice formaggio fresco da latte crudo da mangiare fresco; è prodotto in maniera domestica, e quindi limitata. Si conserva solo per qualche giorno in frigorifero, e quindi lo si deve acquistare direttamente nella zona di produzione.

Il Sentiero degli...

A Bagno di Romagna, attraversato il fiume Savio, nel Sentiero degli Gnomi si è già immersi nel bosco e nella fantasia: si sale inoltrandosi nel folto della vegetazione, tra scogli e massi, costeggiando il torrente Armina. Giunti ad una fonte si prosegue sulla sinistra ancora in leggera salita e, seguendo le indicazioni, a destra fino alla "Radura degli gnomi" ove si può sostare su sedili di legno prima di scendere verso la fonte. E' un sentiero poco più lungo di 2 Km, di facile percorrenza che si compie con tranquillità in circa 45 minuti ed è frequentato da un grande numero di persone di ogni età: per molti è l'occasione di una passeggiata rilassante, per altri il primo incontro con la natura e per i bimbi con la fantasia, con il piacere di incontrare le favole.

Cammino di San Vicinio...

Il Cammino di San Vicinio (tappa 1): Sarsina - Bagno di Romagna

Lungo la via dei Romei che portava i pellegrini dai più remoti paesi d'Europa a Roma si trova il Cammino di San Vicinio: oltre trecento chilometri perfettamente segnalati e percorribili, con partenza e arrivo a Sarsina, tocca i luoghi dello spirito e della fede più importanti del crinale tosco-romagnolo. La prima tappa del Cammino congiunge Sarsina a Bagno di Romagna.

PERCORSO:

Il Cammino ha inizio in Sarsina davanti alla Basilica di San Vicinio in Piazza Tito Maccio Plauto. Segue via Guerrin Cappello dove si trova la cosiddetta Casa di Plauto e poi viale Matteotti fino al parco naturale delle Marmitte dei Giganti, quindi supera gli insediamenti di Cà di Simone e Cà del Monte e giunge al bivio per Montalto; continua lungo la strada comunale (sentiero 109 CAI), supera il rifugio di Castellaccio e raggiunge il crinale tra il fiume Savio e il torrente Borello presso il rudere di Casa Monte Corti. Ai piedi del colle la mulattiera (sentiero 109 CAI) risale verso la cima, su cui sorgeva il castello di Careste: tra la folta vegetazione appaiono i ruderi della chiesa di Sant'Andrea, con il campanile a doppia vela e le linee settecentesche. Il Cammino scende di nuovo sulla strada; un ultimo strappo aggira Monte Pietra e poi scende a Ruscello dove emergono i ruderi della chiesa di San Mamante. Il Cammino devia ora su una strada a fondo naturale (sentiero 109 CAI). La strada raggiunge il crinale, supera Monte Vecchio e giunge ai piedi del Colle di Facciano dove una Maestà dedicata alla Madonna segnala un bivio. Si risale verso il colle sulla cui sommità alcune pietre sono gli unici resti del castello di Facciano. Ai piedi del colle il Cammino segue il sentiero 113 CAI, raggiunge un bivio e prende la strada per la Casella fino al crinale, tra le valli di Valdagneto e Bucchio. Segue il sentiero inghiottito dal bosco e aggira Monte Mescolino. Una pista ruspata aggira il Monte delle Forche e giunge a Farfaneto. Si prosegue lungo la sterrata (sentiero 201 CAI). Un bivio a sinistra scende alla casa di Poggio Del Bue dove è possibile rifornirsi di acqua. Tornati sulla strada si attraversa un'area ancora abitata. In mezzo a pascoli e terreni coltivi si raggiungono Monsavino con i resti del suo oratorio e le case di FossaCà di Braccio e Raggiale, con la strada asfaltata. Poco oltre sulla destra una sterrata conduce al podere Carnaio e raggiunge la SP 26. Al tornante successivo ha inizio una strada che fiancheggia una villetta e i poderi di MonticinoParetaio, dirigendosi verso Monte Salvetti dove proviene la mulattiera di Rio Petroso. Si scende il sentiero fino alle case Monte di Sotto e Giampiereto di Sotto ancora abitate; si supera Gianpiereto di Sopra proseguendo per Paganico. La strada asfaltata in forte discesa conduce in Piazza Allende a San Piero in Bagno, dopo aver superato l'oratorio di San Giovanni. Attraverso il civico 17 si accede ad un vicolo incuneato tra le case che esce sopra alla chiesa di San Pietro in Vincoli. Si sale fino all'uscita del paese dove è posto un bassorilievo in bronzo che segnala la stazione d'inizio della Via Crucis, dislocata lungo la mulattiera che risale al Santuario della Madonna di Corzano (sentiero 193 CAI). Dal parcheggio antistante l'ingresso al santuario il Cammino risale il contro crinale, supera casa Il Monte e prosegue in mezzo al ceduo di latifoglie e prati-pascoli. All'incrocio il Cammino abbandona il sentiero 193 CAI e scende in mezzo al bosco di conifere superando i ruderi di Pian della Croce e Incisa di Sopra e di Sotto fino ai ruderi dell'Oratorio di Santa Maria Maddalena. Da qui il Cammino scende fino all'ingresso di Bagno di Romagna, attraversa il quartiere L'Orto, supera la SP 142 al Fosso Della Campella e l'Oratorio di Santa Maria del Carmine. Infine imbocca la via Manin arrestandosi dinanzi la Basilica di Santa Maria Assunta di Bagno di Romagna.

PARTICOLARITA':

Lungo la mulattiera che risale al Santuario della Madonna di Corzano si incontrano due Maestà: una dedicata alla Madonna dei Sette Dolori e l'altra a nicchia aperta su tre lati a memoria dei morti. Chi passa depone piccoli sassi ai loro piedi come sgravio dei propri peccati.

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO:

Difficoltà: molto impegnativa 
Lunghezza: 37,584 Km 
Dislivello in discesa 995,6 m 
Dislivello in salita: 1334,9 m 
Rifornimento di acqua: Poggio del Bue, Giampiereto di Sopra

Cammino di San Vicinio...

Il Cammino di San Vicinio, percorso in cui l'arte e la fede s'incontrano, nella seconda tappa prosegue dalla Basilica di Bagno di Romagna fino all'Eremo di Camaldoli.

PERCORSO:

Il Cammino riprende dalla Basilica di Santa Maria Assunta per via Fiorentina, attraverso il nucleo più antico dell'abitato, in direzione delle terme. Oltre la SP 142, la mulattiera Pietrapazza (sentiero 189 GCR) si addentra nella Valle del Volanello. Superato l'ex podere Falcone il Cammino si addentra nei boschi. Si superano i ruderi dei poderi di Barco, Casa Nuova, i Prati avvolti dal bosco. Dopo i Prati la valle si apre, la vegetazione si fa più rada. Dopo un ultimo strappo si giunge sotto Monte Carpano. Al valico la mulattiera termina, spazzata via dalla strada forestale che scende a Pietrapazza. Ampi panorami si aprono sulle valli del Savio e del Bidente che qui nascono e si separano. ll Cammino risale la strada forestale (sentiero 201 GCR) verso il Poggiaccio, supera la sbarra e scende al Prato dei Grilli dove il Cammino imbocca un sentiero e si dipana lungo il crinale. Il Cammino prosegue lungo il sentiero 00 GEA. Al Passo dei Lupatti si incrocia la strada forestale Cancellino-Lama e la si oltrepassa tenendosi lungo il crinale. Oltre il Passo della Crocina, il Cammino aggira Poggio allo Splillo, scende all'Aia di Guerrino sulla SP 69 e la segue fino al Passo dei Fangacci dove c'è una fonte non perenne e un rifugio gestito dal CAI. Il Cammino si inoltra ancora nel bosco di faggio per una antica mulattiera. Il Cammino scende per il sentiero 98 CAI a incrociare di nuovo la SP 69, nella radura di Prato alla Penna dove è posta un'immagine della Madonna che esorta alla preghiera. La discesa all'eremo di Camaldoli avviene attraverso una foresta di abeti. Giunti alla Croce della Calla, si prosegue lungo la strada asfaltata fino al Piazzale dell'eremo di Camaldoli, dal quale il Cammino scende lungo il vecchio percorso per il monastero di Camaldoli (68 CAI).


DA NON PERDERE:

- Eremo di Camaldoli
- Chiesa di San Salvatore Trasfigurato
(eremo di Camaldoli): il Transetto con l'affresco raffigurante la Visione di San Romualdo, la navata centrale in stile barocco napoletano e l'abside dove è posta la Pala della Crocefissione (1593), la cappella di Sant'Antonio Abate con lo splendido altorilievo in ceramica invetriata di Andrea della Robbia (sec. XV) raffigurante la Vergine con il Bambino e i Santi, e l'Aula Capitolare. - Cella di San Romualdo (eremo di Camaldoli)
- Monastero di Camaldoli
- Chiesa dei Santi Donato e Ilariano
(monastero di Camaldoli): sono conservate sette tavole del Vasari nell'altare maggiore, nel coro monastico e nelle cappelle vicine al presbiterio.
- Antica Farmacia
(monastero di Camaldoli) dove i monaci hanno ricostruito un Laboratorio Galenico con antichi mortai in pietra, frantoi, alambicchi, ricettari con disegni di piante medicinali, la distilleria dei liquori aromatici e una serie di animali esotici impagliati.
- La Foresteria

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO:

Difficoltà: molto impegnativa
Lunghezza: 20,222 Km
Dislivello in discesa 921,1 m
Dislivello in salita: 1.251,2 m
Rifornimenti di acqua: Aia di Guerrino, Rifugio Fangacci, Eremo di Camaldoli 



Cammino di San Vicinio...

Il Cammino di San Vicinio (tappe 2A, 2B, 2C, 2E): Bagno di Romagna - Alpe di Serra - Verghereto / La Verna / Badia Prataglia.

PERCORSO:

Tappa 2A: dalla Basilica di Santa Maria Assunta di Bagno di Romagna procedere lungo via Fiorentina fino all'incrocio con la SP 142 in direzione Passo dei Mandrioli. Supera il viadotto della E 45 e al bivio segue la SP 137 in direzione Verghereto, oltrepassando il Fosso di Becca fino al piazzale. Scendere al borgo delle Gualchiere. Lasciato il borgo si prende una stradella (sentiero 177 CAI) delimitata da un muro a secco sul quale c'è un cippo con una croce. Presso una vecchia opera di presa idrica la strada risale la valle lungo la riva sinistra dominado dall'alto il borgo delle Gualchiere. All'incrocio con il fosso la mulattiera prosegue fino alla confluenza dei Fossi del Chiuso con il Capanno. Un ponte di pietra conduce sull'altra sponda. Oltre il ponte si incontra la Maestà Balassini. Oltre la Maestà inizia la salita verso l'Alpe di Serra. Tracce, richiami indicano la presenza di animali selvatici: gli ungolati sono i più comuni ma anche il lupo e rapaci sono frequenti. Aggirato lo strapiombo di Poggio Alto, vi è il pianoro di Nasseto dove i ruderi della casa sono ancora visibili sul costone. Una breve deviazione dalla casa conduce alla fonte perenne, presso il lavatoio nei pascoli sottostanti. Ripresa la mulattiera, l'ascesa continua all'interno della foresta sotto la cima del monte Zuccherodante. Proseguendo, oltre la salita della Morte del Prete, si raggiunge il valico di Passo Serra. All'incrocio dell'Alpe di Serra si può andare verso Verghereto (tappa 2B), verso La Verna (tappa 2C o 2D), verso Badia Prataglia (tappa 2E):
- Tappa 2B: Alpe di Serra (itinerario GEA 00, passando Montalto) - Passo Rotta dei Cavalli - Verghereto
- Tappa 2C: Alpe di Serra (itinerrio GEA 00, passando Montalto) - Passo Rotta dei Cavalli - La Verna
- Tappa 2D: Alpe di Serra (tra l'itinerario GEA 00 e il sentiero 59 CAI si segue il percorso della 4° tappa, passando Biforco) - La Verna
- Tappa 2E: Alpe di Serra (tra l' itinerario GEA 00 e il sentiero 59 CAI si segue il percorso della 4° tappa, passando il Passo dei Mandrioli) - Badia Prataglia

CURIOSITA':

Il borgo delle Gualocherie costituiva una sorta d'insediamento paleoindustriale: l'acqua forniva l'energia sufficiente a far muovere le macine del mulino, quelle della gualchiera per follare e tingere la lana e una sega ad acqua per tagliare il legname che vi affluiva dall'Alpe. Il mulino e la gualccheria sono documentati dal 1545, anno in cui la famiglia Balassini l'ottenne in fitto perpetuo dal Comune di Bagno di Romagna. Grazie ad essa il piccolo polo si svilupperà con la realizzazione della fornace. All'interno degli edifici sono ben conservate alcune cantine strutturate come cellette. questo ha fatto pensare che il luogo in origine fosse un insediamento religioso o un hospitales.

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO:

Tappa 2A:
Difficoltà: abbastanza impegnativa
Lunghezza: 8,156 Km
Dislivello in discesa: 46,5 m
Dislivello in salita: 662,1 m
Rifornimenti di acqua: Le Gualchiere; Nasseto
Tappa 2B:
Difficoltà: facile
Lunghezza: 10,675 Km
Dislivello in discesa: 712,5 m
Dislivello in salita: 415,6 m
Rifornimenti di acqua: Montione
Tappa 2C:
Difficoltà: abbastanza impegnativa
Lunghezza: 11,898 Km
Dislivello in discesa: 465,8 m
Dislivello in salita: 488 m
Rifornimenti di acqua: Strada tra Passo delle Pratelle e Passo delle Gualanciole
Tappa 2D
Difficoltà: abbastanza impegnativa
Lunghezza: 14,806 Km
Dislivello in discesa: 463,5 m
Dislivello in salita: 585,9 m
Rifornimenti di acqua: Capanna della Bandita, Serra di Sopra, Scapruggine, Biforco, Casalino
Tappa 2E:
Difficoltà: facile
Lunghezza: 13,535 Km
Dislivello in discesa: 408,3 m
Dislivello in salita: 141,6 m
Rifornimenti di acqua: Carbonile, Campo dell'Agio

Santuario della Verna

Il Santuario francescano della Verna, situato a pochi chilometri da Chiusi della Verna (provincia di Arezzo), all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, è famoso per essere il luogo in cuiSan Francesco d'Assisi avrebbe ricevuto le stigmate il 17 settembre 1224 Costruito nella parte meridionale del monte Penna a 1128 metri di altezza, il Santuario – destinazione di numerosi pellegrini – ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento, oltre a diversi punti di notevole importanza religiosa.



PECULIARITA'

La Verna è il più famoso dei conventi del Casentino, e uno dei luoghi più rilevanti del francescanesimo. La fondazione di un primo nucleo eremitico risale alla presenza sul luogo di San Francesco, che nella primavera del 1213 incontrò il Conte Orlando di Chiusi della Verna, il quale, colpìto dalla sua predicazione, volle fargli dono del monte della Verna che successivamente divenne luogo di numerosi e prolungati periodi di ritiro. L'ultima visita di Francesco al monte avvenne nell'estate del 1224. Vi si ritirò nel mese di agosto, per un digiuno di 40 giorni in preparazione per la festa di san Michele e, mentre era assorto in preghiera, ricevette le stimmate. Da allora la Verna divenne un suolo sacro.

DA NON PERDERE


-Cappella (chiesetta) di Santa Maria degli Angeli: Al suo interno, troviamo, sulle pareti, due tele del pittore fiorentino Ferdinando Folchi del 1877, raffiguranti una l'incontro tra San Francesco e il conte Orlando Catani presso la rocca di San Leo nel Montefeltro, quando quest'ultimo dona il sacro Monte della Verna al frate l'8 maggio 1213, l'altra raffigurante l'evento della dedicazione della chiesetta a Santa Maria degli Angeli. Ai due lati del tramezzo sono posizionati due rilievi in terracotta invetriata, uno raffigurante la Natività con San Francesco e San'Antonio, l'altro il Cristo in Pietà tra la Vergine e San Giovanni, entrambe opere di Andrea col figlio Luca II Bartolomeo. Sopra l'altare, il grazioso dossale, sempre in terracotta invetriata, raffigurante l Assunta che dona la sua sacra cintola a San Tommaso, tra i Santi Gregorio, Francesco e Bonaventura.
-Basilica Maggiore: All'interno, troviamo altri importanti rilievi in terracotta invetriata, organo a canne del 1926 e corridoio e capella delle stimmate ricchi di numerosi affreschi e bassorilievi oltre alla grotta di San Francesco.


CURIOSITA’ E LEGGENDE

Come indica il suo stesso nome, il santuario sorse proprio sopra un luogo di culto della antica dea Laverna, questo fatto viene attestato dalla testimonianza di Padre Salvatore Vitale, un erudito francescano del Seicento. L'antico culto pagano della dea Laverna, che dà il nome anche al comune di Chiusi della Verna, era indirizzato come protettrice dei rifugiati, degli anfratti e dei nascondigli, tipici di questo territorio montano; dello stesso significato era l'antico culto pagano del dio della montagna Pen, da cui deriverebbe altresì il nome Appennino e il nome del monte Penna, presso il quale sorge il Santuario.

Verghereto

Il Comune di Verghereto, sito nell'Appennino tosco-romagnolo, presenta un'altitudine che varia dai 500 m nella zona del fiume Para ai 1.400 m del Monte Fumaiolo. Il territorio abbraccia rinomate località come Alfero, Balze, Montecoronaro, Ville di Montecoronaro, Riofreddo, Tavolicci, Capanne, e in tutte le stagioni offre opportunità per il tempo libero e le famiglie, per esempio trekking, escursioni a cavallo e in bicicletta, pesca sportiva, sci e snow. 

PECULIARITA':

- Monte Fumaiolo (Balze): con un'altitudine di 1100 - 1473 m, è il luogo dove scaturisce il Tevere per giungere finalmente a Roma.

- Chiesa di Santa Maria Assunta (Balze): conserva tre importanti opere d'arte come la statua della "Madonna col Bambino" di Giovanni della Robbia, il Crocefisso ligneo della fine del Cinquecento, la tavola in terracotta invetriata di Benedetto Buglioni raffigurante la "Madonna col bambino fra i Santi e il miracolo dell'apparizione".
Sasso dell’Apparizione della Madonna (Balze): la tradizione narra che nel luglio del 1494 la Vergine apparve a due pastorelle che miracolosamente riacquistarono l'una la vista, l'altra la parola. Intorno al masso testimone del prodigio si sviluppò il paese.
- Mulattiera che conduce all'eremo di Sant'Alberico: è uno dei più bei percorsi dell'Appennino; ben segnalata, ha inizio dalla Via Marecchiese (Balze).

- Eremo di Sant'Alberico (Capanne): un universo di pace e silenzio; la chiesetta è a una volta e in pietra; in una una teca si conserva la tibia di Sant'Alberico, venerata dai fedeli che appoggioano sull'addome una statuetta in pietra del Santo nella speranza di guarigione.
- Cascate delle trote o Cascata dell'Afarello (Alfero): alta circa 32 m, è una pittoresca cascata sul torrente Alferello ed è raggiungibile a piedi dal centro di Alfero in circa 20 minuti; deve il nome all'abbondante presenza di trote. Dopo la cascata il torrente scorre per una decina di metri in piano per poi scendere attraverso alcune marmitte di erosione, una delle quali - molto profonda - è chiamata dagli abitanti "il pozzo".
- Museo Casa dell’eccidio di Tavolicci (Tavolicci): importante Luogo della Memoria in quanto il piccolo borgo fu protagonista di una terribile tragedia: il 22 luglio 1944 furono trucidati 64 civili in maggioranza donne, anziani e bambini. Per questi fatti il presidente della Repubblica ha conferito la medaglia d’oro al merito civile al Comune di Verghereto.
- Chiesa di San Michele Arcangelo (Riofreddo): presenta una sola navata con abside e sei finestre istoriate ed è lunga 17 m e lagra 5,84 m.

EVENTI:

- Ferragosto Vergheretino: a Verghereto dal 1° al 20 agosto si svolgono varie manifestazioni fra le quali il "Premio 100 ragazzi che leggono" e la "Sagra del tortello" e ancora tornei, cene in piazza, serate di caffè concerto.

- Festa dell’Apparizione della Madonna: il 17 luglio in Balze, i festeggiamenti precedono la fiaccolata notturna e la festa si conclude con fuochi d'artificio.
- Sagra del cinghiale: a Montecoronaro nella 3^domenica di luglio.
- Festa di mezz'estate: a Montecoronaro nella 1^ domenica di agosto.

- Palio dei Somari: ad Alfero nella 2^ domenica di agosto si svolgono un singolar tenzone di cavalieri in groppa ad asini e una sfilata in costume con banditori a cavallo, damigelle, bandiere e stendardi.
- Raduno degli Alpini: ad Alfero nella 1^ domenica di luglio convergono alpini provenienti da tutta la Romagna e dalle regioni limitrofe per sfilare lungo le vie del paese fino al "Cippo dell'Alpino", in cima al monte Comero dove viene celebrata la Santa Messa in onore di tutti gli alpini.
- Sagra della Castagna: ad Alfero nella penultima domenica di ottobre è possibile gustare le deliziose caldarroste e dolci a base di castagne, il tutto innaffiato da buon Sangiovese.


Regal Cravatta (Sarsina)

Il Laboratorio Artigianale Regal Cravatta, leader nel settore cravatteria da 35 anni, si annovera tra i protagonisti più propositivi del mercato italiano e americano. E’ in grado di creare modelli con caratteristiche personalizzate secondo le richieste del cliente.

PECULIARITA':

I tessuti  sono puri (100% seta, 100% lana-cashmere, 100% lino) e vengono prodotti, tinti e lavorati in Italia. Le cravatte vengono interamente fatte a mano, tagliate una a una con le forbici e confezionate utilizzando tre differenti aghi: 1) un ago per il punto a sella (fondamentale per la tensione della cravatta); 2) un ago per attaccare l’etichetta più fine per non danneggiare il tessuto; 3) un ago per l’occhiello, la chiusura della cravatta.. Questo tipo di lavorazione è un aspetto di alta qualità del laboratorio, uno dei pochi rimasti a produzione artigianale.
Il laboratorio per il “su misura” lavora su appuntamento dedicando al cliente la massima attenzione senza impegno. Sono personalizzate a richiesta le cifre disegnate a mano e ricamate sul dietro della punta della cravatta.
Il laboratorio, inoltre, realizza la vera Sette Pieghe, con quattro pieghe nella punta davanti e tre pieghe nella parte dietro e senza anima poiché la consistenza è data dal tessuto ripiegato sette volte.

per pagina

Escursione a Bagno di Romagna (Duomo + Gnomi + Degustazione) Guarda il video

Biblioteca Malatestiana + Rocca + Villa Silvia

Santuario di Corzano (Bagno di Romagna + San Vicinio + San Piero)

Sarsina (Museo + Duomo + Fabrica cravatte) + Marmitte dei Giganti + Via di San Vicinio

Caprese Michelangelo + La Verna + Sansepolcro

Giro con asini + degustazione formaggi e vino

Sulle rive del lago di Acquapartita a circa 800 m. di altitudine sorge l’Hotel Miramonti, circondato dai boschi e dai dolci pendii delle colline di Bagno di Romagna.  L’hotel Hotel è stato realizzato per offrire confort di alto livello, in un’ambientazione idilliaca, dove lanatura regna incontaminata.

Nel rispetto di un’antica tradizione termale: un prestigioso Grand Hotel, un immenso parco secolare, un centro benessere all’avanguardia unico nel suo genere, dove la centralità dell’acqua e le qualità delle 7 diverse fonti, consente di rigenerarsi totalmente.

Coniugando atmosfera confidenziale e professionalità, l'Hotel Savio fa dell'accoglienza familiare il proprio tratto distintivo.Una passione per l'ospitalità - quella della famiglia Matassoni - che da oltre 40 anni costituisce il cuore pulsante di un hotel dallo stile semplice e caldo. Il luogo ideale per un soggiorno a Cesena all'insegna di tranquillità,...

Nell' antico Palazzo dei conti Biozzi a Bagno di Romagna si trova il Grand Hotel Terme Roseo.La grande qualità e professionalità dei nostri servizi è a vostra disposizione in tutte le strutture del gruppo: diverse, peculiari, con caratteristiche uniche, accomunate dalla piena soddisfazione del cliente.

Il complesso alberghiero Hotel delle Terme di Santa Agnese è riconosciuto Residenza d’Epoca. Il fascino che lo permea è rimasto immutato, con ambienti che disegnano spazi di ampia e raffinata eleganza. Posto nel centro storico del paese dell’antica Balneum.

Pacchetto SALUTE E BENESSERE NELLA VALLE DEL SAVIO   Le vacanze sono un momento di benessere e quindi perchè non conciliare qualche giorno di relax con la salute?

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