Polinago
A 810 m slm, Polinago é adagiato a ridosso di una collina in posizione soleggiata e aperta sul Monte Cimone; è un piccolo angolo di verde incontaminato immerso nell’Appennino Modenese circondato da numerose borgate che conferiscono all’ambiente un’impronta rurale e storica di notevole interesse.

DA NON PERDERE:

- Chiesa della Beata Vergine Assunt...
A 810 m slm, Polinago é adagiato a ridosso di una collina in posizione soleggiata e aperta sul Monte Cimone; è un piccolo angolo di verde incontaminato immerso nell’Appennino Modenese circondato da numerose borgate che conferiscono all’ambiente un’impronta rurale e storica di notevole interesse.

DA NON PERDERE:

- Chiesa della Beata Vergine Assunta
: fu costruita con il patrocinio di Matilde Di Canossa (1046 -1115) e fu completamente ristrutturata nel secolo XVIII. Nel 1799 fu dotata di un pregievole organo costruito nel 1500 dal bolognese Baldassarre Malamini. Nel 1845 fu acquistato il gruppo in gesso cartone della Madonna Assunta dagli Angeli in cielo, opera della ditta Collina di Faenza. Del Grande artista modenese Luigi Righi sono il pregievole plastico raffigurante il crocefisso con statue in grandezza naturale della Madonna, di San Giovanni e di Maria Maddalena. Sul fianco destro della chiesa si erge un campanile o Campanile Minore. La Chiesa Parrocchiale é anche dotata di una torre Civica o Campanile Maggiore realizzata nel 1891 sui ruderi di un' antica fortezza medievale di proprietà dei Montecuccoli.  
- Ponte Ercole (o Ponte del Diavolo): caratteristica struttura naturale situata nel territorio comunale di Polinago al confine del punto di incontro con i comuni di Lama Mocogno e Pavullo nel Frignano, Ponte Ercole  è un monolite che congiunge i lati di un avvallamento ed è alto 3 metri e lungo 33. Si tratta di un’unica roccia arenaria immersa in una fitta boscaglia e modellata a forma di arco dall’erosione e dagli agenti atmosferici. Il ponte è percorribile a piedi  e, rivolgendo lo sguardo a nord, offre una  visione panoramica di Polinago. Al ponte, detto anche del Diavolo l'immaginazione popolare ha sempre dato spiegazioni magiche. L’area circostante il Ponte ha rimandato diverse testimonianze di interesse archeologico, databili dall’età protostorica all’epoca medievale, che attestano una frequentazione dell’area legata soprattutto alla presenza del ponte naturale e di sorgenti di acqua medicinale di cui si scriveva già nel 1763.
 
PECULIARITA':

- Salsa  della Canalina: in località Casa Matteazzi, è un fenomeno geofisico consistente nella risalita di fango freddo misto a gas vari. Questo è in realtà uno dei primi fenomeni di questo tipo che si incontrano muovendosi in direzione di Sassuolo, dove questi fenomeni si intensificano fino a culminare nella Riserva naturale salse di Nirano e le terme di Salvarola.
- Gombola: pregiato borgo seicentesco che comprende l’antica ed imponete chiesa parrocchiale e l’oratorio del Santo di Gombola posto a pochi metri dalla podesteria e dalla vecchia canonica perfettamente conservate.
- Brandola: pittoresca frazione in cui spicca la chiesa di Sant'Urbano é riportata negli Annali Modenesi già nel 1001. Nel 1875 fu ricostruita perché ormai fatiscente e aperta al culto nel 1888. Nel 1892 fu dotata di un pregievole organo opera della ditta Luigi Turrini. Nel 1961 la Curia Arcivescovile di Modena  vendette la chiesa e la casa canonica ad un privato cittadino di Brandola. Dal 1962 il servizio religioso si svolge nella modesta cappella presso il ponte. Nel 2010 la Curia ha riacquistato l'edificio per ristrutturarlo.
- Cinghianello: Suggestiva località collocata su una piccola altura a poca distanza da Polinago. Il centro faceva parte del Pago del Verabolo, a conferma un cippo di pietra con incisa sopra una croce recante la didascalia "crux de Verabolo".
- Casa Martini: nella località omonima il complesso residenziale si sviluppa attorno all'edificio padronale settecentesco a pianta rettangolare. Da segnalare, nell'edificio, la presenza di una torre colombaia. Nel nucleo è presente anche un oratorio settecentesco dedicato a Sant'Antonio.
- Casa Nogato: nella località omonima, è uno dgli esempi più belli di architettura rurale dell'Appennino. Gli edifici sono disposti attorno ad una serie di corti, la più importante delle quali è quella denominata "Bortolai": vi si accede da un ampio arco a tutto sesto chiuso inferiormente da un portone ligneo e nella volta da un'inferriata lavorata con le iniziali della famiglia. Sulla corte, selciata con ciottoli disposti secondo motivi ornamentali, si affacciano la casa padronale del Settecento, un edificio di servizio con alcuni particolari interessanti, un altro edificio di servizio con forno e pozzo in cui sono ancora visibili le tracce di un affresco preesistente.
- San Martino Vallata: suggestiva è Casa Carloni: un nucleo rurale a corte anulare con casa padronale ottocentesca, vari edifici di servizio e l'oratorio. La casa padronale ha due ingressi, uno dei quali rialzato. Il lato ovest dell'edificio presenta una sporgenza semicircolare con due finestrelle. L'oratorio, dedicato a San Geminiano, ha accesso esterno alla corte ed è caratterizzato da un portale trilitico con architrave triangolare scolpito con motivi floreali. La porta in legno è sovrastata da un rosone monolitico ed è affiancata da due finestrelle circolari pure monolitiche. Pregevole è, inoltre, la chiesa di San Martino: di età medievale, si possono ammirare fra le opere d'arte conservate una pala d'altare su tela di scuola malatestina, dipinto ad olio raffigurante la madonna tra i Santi; un crocefisso astile d'argento del 1500 (probabile opera dei fratelli Dapporto), una tela raffigurante San Luigi Gonzaga di Narciso Malatesta.
- Cassano: di notevole interesse è la chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano Martiri, di età medievale, che presenta la facciata a capanna con una bifora sopra il portale d'accesso. E' affiancata da un campanile con accesso rialzato. Quest'ultimo presenta quattro bifore ad arco monolitico sostenute da colonnine rettangolari.
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